• La compressione del seno è una tecnica che serve a mantenere il bambino attivo al seno e a fargli assumere più latte.

    Per prima cosa impara a riconoscere quando il bambino sta “bevendo” bene e prendendo latte: la sua suzione mostra una sequenza “apri-pausa-chiudi”. Noterai anche movimenti vicino all’orecchio e alla tempia di tuo figlio.

    Quando tuo figlio sta poppando attivamente, non è infatti necessario comprimere il seno.

    Quando invece smette di poppare attivamente, e “ciuccetta” (la bocca si muove ma senza movimenti verso le tempie e le orecchie), comincia la compressione del seno.

    Sorreggi il seno con una mano, il più possibile accostata alla cassa toracica, il pollice da un lato e le altre dita dall’altro lato del seno, in modo da averne una buona porzione nella mano. Poi schiaccia il seno fra il pollice e le altre dita, comprimendolo. Quest’azione dev’essere fatta con decisione, ma non così forte da far male.

    Il bambino ricomincia a poppare attivamente (suzione a bocca aperta-pausa-chiusa). A quel punto, puoi mantenere la compressione, finché tuo figlio non ricomincerà a “ciuccettare” invece di “bere”. Non interrompere la compressione durante la suzione attiva; quando si mette solo a “ciuccettare”, allora puoi rilasciare la mano, per non stancarla, e per permettere al latte di fluire ancora da altre zone del seno.

    Quando si rilascia la pressione, alcuni bambini smettono di succhiare. Se il bambino non riprende a poppare attivamente entro dieci secondi circa, comprimi di nuovo il seno.

    Ogni volta che comprimi il seno, sposta leggermente la mano in un'altra posizione, in modo da comprimere ogni volta zone differenti del seno.

    Se inizialmente la compressione non dà risultati, questo non significa che tu debba immediatamente cambiare seno. Ma via via che il bambino poppa sempre più tempo a un seno, la compressione funzionerà sempre meno, e il flusso del latte rallenterà; e i bambini rispondono al flusso di latte.

    Se la compressione non ha più effetto e tuo figlio si sta addormentando o cominciando a irritarsi per la lentezza del flusso, prova a staccarlo dal seno e offrirgli l’altro lato. Potrai poi ripetere il ciclo, da un seno all’altro, tutte le volte che occorre, finché la compressione non riesca più a mantenere il bambino attivo.

    Prova a sperimentare. Sebbene questa tecnica funzioni bene con molte madri, metti in atto qualunque variazione che funzioni bene per te. Finché comprimere il seno non è fastidioso per te, e il bambino assume latte, allora significa che la tecnica sta funzionando.

    (adattato da “Allattamento al seno – Il libro delle Risposte”, vol. 1 p. 163)

    Puoi approfondire ulteriormente questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.

  • Nei primissimi giorni dopo il parto, il bimbo appena nato si adatta alla vita extrauterina. Il parto è un evento tanto meraviglioso quanto impegnativo per la mamma, ma altrettanto lo è per il piccolo, che compie molti sforzi attivi per venire alla luce. In media, quindi, un neonato nei suoi primissimi giorni di vita tende a riposarsi spesso. In genere tutti i neonati hanno bisogno di dormire diverse ore durante il giorno, alternando il sonno a molte poppate (tra le 8 e le 12 poppate sulle 24 ore).

    Può capitare però che alcuni bambini siano particolarmente sonnolenti anche dopo i primi giorni successivi alla nascita, e non poppino tanto quanto dovrebbero o comunque non in maniera adeguata.

    In questo caso puoi approfondire l'argomento leggendo le risposte in questa sezione e in particolare Come faccio a sapere se il mio bambino sta bene e riceve latte a sufficienza? e Quante poppate dovrebbe fare il mio bambino?

    Puoi approfondire ulteriormente questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.

  • Ogni mamma troverà il modo migliore per svegliare il proprio piccolo, tentando metodi e approcci differenti.

    Di solito, i bambini tendono a svegliarsi quando sono in una fase di sonno leggero (il sonno REM: gli occhi si muovono rapidamente sotto le palpebre e le braccia, le gambe o la testa compiono piccoli movimenti).

    Mettere il piccolo in verticale e parlargli può essere un valido modo per svegliarlo. Alcune mamme invece sdraiano il bimbo su una superficie più rigida, e lo spogliano (con il caldo lo stimolo alla suzione viene un po’ inibito). Anche cambiare il pannolino può essere utile, magari sciacquando il sederino con acqua tiepida.

    Alcuni bimbi reagiscono bene al solletico sotto ai piedini, sul collo, sulla testa o sui palmi delle mani.

    Alcune mamme sono riuscite nel loro intento passando un batuffolo di cotone inumidito sulle guance e la fronte del bambino oppure altre accarezzandogli il viso seguendo la linea della fronte e scendendo verso mandibola e mento.

    Quando il bimbo è al seno, è utile prestare attenzione alla suzione attiva. Quando il bimbo smette di poppare ma ha comunque il seno in bocca e ciuccia senza deglutire (suzione non nutritiva), può essere utile comprimere il seno delicatamente, per aumentare il flusso di latte e incoraggiare il bambino a deglutire ancora un po’. In questo modo il bimbo ha un rinforzo positivo in merito alla suzione attiva (più succhia e più latte gli arriva) e riesce ad assumere una maggior quantità di latte. Così avrà più energie e risulterà meno sonnolento e più efficace al seno. Cliccando qui trovi maggiori informazioni sulla compressione del seno.

    Puoi approfondire ulteriormente questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.

  • Ognibambino è diverso!Alcuni sembra abbiano bisogno di poppare in continuazione, mentre altri lasciano passare più tempo tra una poppata e l'altra. Le mamme possono tranquillamente seguire i ritmi dei loro bambini, facendo solo attenzione che mangino a sufficienza. I bambini allattati, infatti, si autoregolano: prendono quello di cui hanno bisogno, non solo a ciascuna poppata, ma anche da ciascun seno. Inoltre, molti problemi legati all'allattamento - inclusi quelli legati a "carenza di latte" oppure a "eccesso di latte" - si risolvono proprio aumentando la frequenza delle poppate. Pertanto, se il tuo bambino mangia almeno 8-12 volte nell'arco delle 24 ore, puoi lasciar decidere a lui quando farlo. per essere certa che mangi abbastanza.
    Se però, nelle prime settimane, il bambino non mangia con questa frequenza, probabilmente dovrai svegliarlo!

    Molte madri si preoccupano quando i loro piccoli non "tengono l'intervallo" delle due ore e vogliono poppare ancora più spesso, cosa che invece accade di frequente. I bambini che poppano spesso (sempre che siano attaccati correttamente al seno) assumono latte a sufficienza, proprio perché stimolano la produzione del latte materno. Alcune ricerche recenti hanno dimostrato che riducendo il tempo della poppata e aumentando l'intervallo tra una poppata e l'altra, si può ridurre non solo la quantità di latte materno, ma anche il suo contenuto di grassi - ed ecco che il bambino piange, affamato... Alcuni bambini amano ciucciare e dormicchiare in continuazione. Altri mangiano in quantità, restando attaccati a lungo a ciascun seno. Tieni presente che non c'è niente di sbagliato nel seguire il ritmo richiesto dal bambino, perché l'allattamento materno è una relazione a due vie, che richiede alla madre di rispondere non solo alle richieste del bambino, ma anche ai segnali inviati dal suo stesso corpo. Sarà proprio questa capacità di risposta che aiuterà il tuo bambino a formare con te uno stretto legame d'amore.

    Se sei seriamente preoccupata circa la frequenza dell'allattamento, puoi richiedere l'assistenza di una Consulente de La Leche League oppure di un medico con una specifica preparazione nel campo dell'allattamento.

    L'AAP (l'Accademia Americana dei medici Pediatri) ha ufficialmente dichiarato che i bambini sani, nati a termine, dovrebbero poppare 8-12 volte nell'arco delle 24 ore; in altre parole, un pasto ogni 2-3 ore. Dal momento che il latte umano viene digerito molto facilmente, si raccomanda spesso alle mamme di osservare il neonato alla ricerca di "segnali di fame", come il riflesso di "rooting" (cioè di girare la testa nella direzione di uno stimolo tattile posto sulla faccia), morsicarsi o succhiarsi le mani o le dita, piangere. E si raccomanda inoltre caldamente alle neo-mamme di non lasciare che il bambino superi l'intervallo delle 3 ore, per due ragioni:

    1) perché il seno sia stimolato a produrre latte a sufficienza, e

    2) per assicurarsi che il bambino mangi abbastanza prevenendo così la disidratazione.

    Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League consultando le pubblicazioni de La Leche League.

     

  • Se il bimbo dorme molto, non fa un numero sufficiente di poppate al giorno e si addormenta spesso mentre è al seno, è importante capire come si è svolto il parto e se l’attacco al seno è realmente adeguato.

    Alle volte, la somministrazione di farmaci durante il travaglio o la fase espulsiva, oppure patologie come l’ittero, possono rendere il bambino particolarmente sonnolento. Un attacco poco adeguato, con conseguente flusso di latte più scarso, possono far perdere l’interesse al bambino, e sfociare in sonnolenza. Anche la montata lattea può rendere più difficoltoso l’attacco al seno (il seno è più “pieno” e quindi più difficile per il bambino attaccarsi in maniera corretta) con conseguente perdita di interesse.

    Questi ed altri motivi possono far sì che il bimbo risulti troppo sonnolento e non assuma una quantità adeguata di latte nelle 24 ore. È quindi molto importante assicurarsi che il piccolo faccia almeno una decina di poppate attive al giorno, così da nutrirsi al meglio.

    Questa è una delle rare situazioni in cui è suggerito di guardare l’orologio perché non siano distanziate troppo le poppate, lasciando dormire il bambino. L’allattamento in questo contesto è “ad offerta” della madre, vista la scarsa richiesta da parte del bambino. Un bambino che non assume latte a sufficienza, infatti, tende ad avere meno energie e a dormire di più. Ma se le energie scarseggiano, farà anche più fatica a poppare in modo efficace, creando un circolo vizioso e cadendo in una sorta di “letargia”. Questa situazione va scoraggiata il più possibile. Vedi ancheCome fare a svegliare e tenere attivamente al seno un bambino sonnolento?

    Puoi approfondire ulteriormente questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.