• Quando il pediatra ti dice che il tuo bambino sta rallentando la crescita, un buon primo passo consiste semplicemente nel fare una verifica. Le bilance sono calibrate in modo diverso, è quindi molto importante che il bambino venga pesato sempre sulla stessa bilancia e indossi gli stessi indumenti o indumenti simili. Bisognerebbe cercare di non pesarlo una volta subito dopo la poppata e la volta successiva prima di attaccarlo al seno.

    Con tutti i dati precisi in mano, osserva attentamente il tuo bambino. È cicciottello? Chiaramente, se è nato prematuro o di basso peso, potrebbe impiegare qualche settimana prima di diventare paffuto, ma i bambini che crescono lentamente ma bene, di solito hanno guance tonde, cosce piene e pieghe nella pelle all’altezza dei polsi e delle caviglie. Con poppate efficaci la pelle “vuota” su braccia e gambe di un bambino nato a termine dovrebbe sparire nel giro di una settimana o poco più.
    Continua ad osservare come si comporta e come si sta sviluppando, se si rilassa dopo la poppata (mani aperte, braccia abbandonate) e se appare soddisfatto almeno per qualche minuto.
    Fai caso ad altri ottimi segni, osserva se è energico, se rispetta le tappe della crescita come nel sorriso, nel tentativo di afferrare oggetti e così via.
    Anche tenere sotto osservazione se sporca un numero sufficiente di pannolini (nelle prime sei settimane almeno tre scariche abbondanti al giorno) è un altro buon segnale. Vedi anche Come faccio a sapere se il mio bambino sta bene e riceve latte a sufficienza?

    Se il tuo bambino allattato poppa a richiesta, ha libero accesso al seno (Ogni quanto devo allattare il mio bambino?), appare pasciuto, sano, attivo, allegro e segue le tappe dello sviluppo, potrebbe anche non mettere tanto peso; è il caso di preoccuparsi?
    Se tutto il resto funziona, significa che il tuo bambino sta seguendo il suo schema di crescita. I bambini che rientrano nei percentili più bassi nel primo anno di vita, in seguito si sviluppano fisicamente e intellettualmente nello stesso modo dei bambini nei percentili più alti, e questo è stato dimostrato da recenti ricerche.

    Se dopo aver valutato tutto quanto indicato qui sopra sei preoccupata per la crescita del tuo bimbo e anche il medico si è dimostrato preoccupato, puoi provare le seguenti strategie:

    • Verifica che l’attacco al seno del tuo bimbo sia corretto. Hai dolore durante la poppata? Lo vedi deglutire con regolarità? Al termine della poppata lo vedi più appagato rispetto l’inizio della poppata? Qui trovi il video dell’attacco corretto e come attaccare il bambino al seno. Prova a sistemare l’attacco al seno del tuo bambino, se avevi dolore, sistemando l’attacco non dovresti più avvertirne. Se necessario puoi chiamare una Consulente per ulteriori strategie per sistemare l’attacco.
    • Esegui la compressione del seno durante le poppate. Quitrovi la spiegazione della tecnica.
    • Prova ad aumentare la frequenza delle poppate, se il tuo bambino non chiede molto spesso prova ad offrire tu il seno. Se il tuo bimbo usa il ciuccio potresti provare ad offrire il seno ogni volta in cui gli avresti offerto il ciuccio. Ogni “ciucciata” del succhiotto è una potenziale poppata al seno!
    • Se dopo aver attuato queste strategie sei ancora preoccupata per la crescita del tuo cucciolo potresti contattare una Consulente per valutare assieme a lei la situazione e trovare altre possibili strategie.

    Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League consultando le pubblicazioni de La Leche League.

     

  • di Nancy Mohrbacher

     

    Le madri che allattano vengono comunemente avvertite: “Non lasciare che il tuo bambino usi il seno come un ciuccio”.

    Anche se spesso lo si dice, si tratta di una dichiarazione incredibilmente curiosa. Dopo tutto, chi è venuto prima, il seno o il ciuccio? Il seno, naturalmente, precede di molto il ciuccio (in inglese “dummy”, che vuol dire anche “fantoccio”), un dispositivo artificiale progettato piuttosto tardi nella storia umana per calmare i bambini come sostituto del seno.

    Se il ciuccio è davvero un sostituto del seno, cosa mai potrebbe significare lasciare che il vostro bambino “usi il seno come un ciuccio?”

     

    QUAL E' IL VERO MESSAGGIO?

    L’ipotesi alla base di questo consiglio è che il desiderio del bambino per il seno sia irragionevole.Dopo tutto, se il bisogno di latte del bambino fosse riconosciuto, il ciuccio non sarebbe mai servito. Per definizione, nessun latte esce da un ciuccio. Il punto sembra essere che se il bambino ha poppato “abbastanza” (e il numero di minuti accettabili varia secondo i soggetti), non ha più bisogno di latte, così succhiare un ciuccio dovrebbe essere abbastanza giusto.

    Tuttavia, alcuni bambini sono poppatori veloci e altri sono poppatori lenti[1]. Il numero di minuti che un bambino ciuccia non ci dice nulla sul volume di latte consumato. I bambini a volte poppano senza prendere latte? Può capitare. Di tanto in tanto potrai notare il tuo bambino tenere in bocca dolcemente il seno mentre è quasi completamente addormentato. In questo caso, il bambino può effettivamente succhiare, ma non bere.

    È a questo a cui si sta riferendo chi dice: “Non lasciare che il tuo bambino scambi il seno per un ciuccio” ? Non credo proprio. Questo consiglio di solito segue al racconto di una madre stanca per una maratona d’allattamento, un evento comune nelle prime settimane. Le “poppate a grappolo”, o poppate ravvicinate durante parte della giornata, sono il modo che ha un bambino in rapida crescita per incrementare la produzione di latte in caso di necessità (scatto di crescita o altro). Questo funziona perché “i seni drenati producono latte più velocemente”. Tuttavia, se una madre sostituisce regolarmente un ciuccio al seno in questo periodo, questo può vanificare gli sforzi del suo bambino per far aumentare il latte. È per questo che l’American Academy of Pediatrics (AAP) raccomanda che i bambini siano allattati al seno a richiesta[2]. L’AAP invita i genitori a nutrire i loro bambini ogni volta che mostrano segnali di fame (maggiore attività, girare la testa, succhiare le manine o altro), non importa quante volte questi segnali appaiano. I segnali della fame dei neonati non sono mai irragionevoli, secondo l’AAP. Infatti, durante il primo mese, durante il periodo di calibrazione della produzione di latte, l’AAP raccomanda in particolare di evitare il ciuccio proprio perché un uso troppo frequente di questo “sostituto del seno” può minare lo stabilizzarsi di una sana produzione di latte.

     

    PUOI FIDARTI DEL TUO BAMBINO?

    Ma c’è un altro aspetto del consiglio “Non lasciare che il tuo bambino scambi il seno per un ciuccio” che è decisamente insidioso. L’idea che una madre debba fare attenzione a non lasciare che il suo bambino “la usi” ha la capacità di minare la sua fiducia nel suo bambino, di scavare un solco tra loro, impedendo loro di entrare in sintonia come natura vuole. Questo curioso consiglio è il cugino (non troppo lontano) dell’indifendibile mito occidentale che i neonati possano “manipolare” i loro genitori, anche prima di avere la capacità mentale per farlo.

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    Eccone un caso. Una mamma mi ha detto di recente in un incontro di sostegno fra donne, che la sua bambina non aveva davvero bisogno di poppare ogni volta che mostrava segnali di fame, perché stava per lo più facendo una “suzione non nutritiva”. Questa mamma era stata alle prese con un lento aumento di peso della sua bambina e aveva da poco iniziato a allattare più spesso invece di attenersi allo schema di poppate a orario che aveva inizialmente adottato. Da quando questa bambina era stata più al seno, il suo peso era migliorato. Ho chiesto a questa donna come facesse a sapere che la sua bambina non stesse prendendo latte mentre stava attaccata al seno (che è quello che accade durante la “suzione non nutritiva”). Ho potuto vedere brillare l’intuizione nei suoi occhi. Sorridendo, la mamma ha ammesso che in realtà non lo sapeva. Le ho detto che io presumo che quando un bambino è al seno stia sempre prendendo latte. In quel momento, la madre si rese conto che tentare di interpretare ciò che la sua bambina faceva era stato controproducente per entrambe. Ha capito che per risolvere completamente i problemi di peso avrebbe dovuto fidarsi di lei, per sapere di che cosa avesse bisogno, quando e per quanto tempo (la sua bambina era a termine e sana, e lei poteva fidarsi delle sue richieste con fiducia.) Quando ha preso la decisione di fidarsi della bambina, è diventato un compito della bambina e non più suo sapere quando poppare. Mentre guardavo queste rotelle mentali girare, la mamma appariva visibilmente rilassata mentre si sentiva sollevata del suo fardello.

     

     

    CHI HA BISOGNO DI QUESTA SOFFERENZA?

    Che cosa significa per il tuo bambino “usare il seno come un ciuccio?” Quando ci si pensa in relazione a come funziona l’allattamento, in realtà è una sciocchezza totale. Ma se una madre accetta i presupposti che stanno alla base di tale consiglio, si apre per lei un mondo di dolore.Credere di dover stare in guardia affinché il suo bambino “non la usi” ha il potenziale di minare l’allattamento, il suo rapporto con il suo bambino, e perfino tutta la sua visione della maternità. E chi ha bisogno di questo tipo di rapporto negativo col proprio bambino? Una nuova maternità è già sufficientemente impegnativa anche senza!

    Da dove viene questa strana prospettiva? Suppongo che derivi dalle norme dell’alimentazione artificiale. In fondo, quando i bambini sono nutriti artificialmente, la sovralimentazione è un rischio reale. Il latte da un biberon scende in maniera così veloce e costante che i bambini hanno poco controllo sulla loro assunzione di formula. Al seno, invece, a causa della rapida alternanza fra flusso lento e veloce, l’allattamento insegna automaticamente ai nostri bambini una sana autoregolamentazione[3]. Per evitare la sovralimentazione durante la nutrizione con formula artificiale, può effettivamente avere un senso soddisfare un bisogno del bambino e dargli da succhiare un sostituto del seno in modo che il suo meccanismo di controllo dell’appetito abbia la possibilità di attivarsi[4].

    Ma anche se questa strategia può essere corretta durante la nutrizione con formula artificiale, non è sicuramente corretta durante l’allattamento. I bambini sanno di che cosa hanno bisogno. Un allattamento felice e soddisfacente è costruito sulla fiducia della mamma nel suo bambino. Solo nei luoghi in cui le regole dell’alimentazione artificiale sono ancora vive nella memoria culturale il “Non lasciare che il tuo bambino usi il seno come un ciuccio” può radicarsi e trainare.

    Se vogliamo rendere il nostro mondo più accogliente nei confronti dell’allattamento, parte del nostro lavoro deve essere screditare queste opinioni sbagliate.

     

     

    (Articolo originale di Nancy Mohrbacher pubblicato su:

     http://www.nancymohrbacher.com/blog/2015/8/21/whatdoes-it-mean-to-use-your-breast-as-a-pacifier  

    Traduzione di Carla Scarsi, revisione di Silvia Scozzafava)


    [1] VEDI QUI: N. Mohrbacher, The clock and early breastfeeding, www.nancymohrbacher.com.

    [2] VEDI QUI: AAP, Breastfeeding and the Use of Human Milk, http://pediatrics.aappublications.org.

    [3] Per ulteriori informazioni su come seno e biberon influenzino il rischio di sovralimentazione e obesità, si può vedere qui uno studio del 2012: Li R, Magadia J, Fein SB, Grummer-Strawn LM. Risk of Bottle-feeding for Rapid Weight Gain During the First Year of Life, Arch Pediatr Adolesc Med. 2012;166(5):431-436

    [4] Dare ad un bambino pause regolari nel flusso veloce della formula pur nutrendolo con il biberon è un modo per prevenire la sovralimentazione ed è un aspetto della nutrizione al biberon descritta nella dispensa For the Caregiver of a Breastfed Babyscaricabile da: www.nancymohrbacher.com

  • Nei primissimi giorni dopo il parto, il bimbo appena nato si adatta alla vita extrauterina. Il parto è un evento tanto meraviglioso quanto impegnativo per la mamma, ma altrettanto lo è per il piccolo, che compie molti sforzi attivi per venire alla luce. In media, quindi, un neonato nei suoi primissimi giorni di vita tende a riposarsi spesso. In genere tutti i neonati hanno bisogno di dormire diverse ore durante il giorno, alternando il sonno a molte poppate (tra le 8 e le 12 poppate sulle 24 ore).

    Può capitare però che alcuni bambini siano particolarmente sonnolenti anche dopo i primi giorni successivi alla nascita, e non poppino tanto quanto dovrebbero o comunque non in maniera adeguata.

    In questo caso puoi approfondire l'argomento leggendo le risposte in questa sezione e in particolare Come faccio a sapere se il mio bambino sta bene e riceve latte a sufficienza? e Quante poppate dovrebbe fare il mio bambino?

    Puoi approfondire ulteriormente questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.

  • La crescita dei bambini non è costante: i bambini non crescono ogni settimana dello stesso numero di grammi, e più sono grandi di età, più lentamente crescono.
    La crescita del bambino va misurata a partire dal peso più basso raggiunto dopo la nascita, e non dal peso del bambino alla nascita. Questo perché nei primi giorni un calo di peso fino al 7-10% è fisiologico. In pratica se il tuo bambino alla nascita pesa 3 kg e 500 grammi, nei primi giorni potrà perdere fino a 350 gr circa, arrivando a pesare 3 kg e 150 gr circa, senza che ci sia bisogno di preoccuparsi. Questo nuovo peso sarà quello da utilizzare come base per calcolare la crescita del tuo bambino
    Il recupero del calo fisiologico dovrebbe avvenire intorno al settimo-ottavo giorno, al massimo nell’arco di due settimane.
    La crescita media a quel punto, dovrebbe essere di circa 30 gr al giorno, ma il tuo bambino può prendere anche di più o di meno di questo peso indicativo ed essere comunque soddisfatto. Non è necessario pesare ogni giorno il bambino, basta pesarlo una volta alla settimana e calcolare poi la media, dividendo il peso guadagnato dalla pesata precedente per i numeri di giorni tra una pesata e l’altra.
    Un altro indicatore per capire come stia andando la crescita del tuo bambino sono le feci. Un bambino che sta assumendo sufficiente latte, per le prime sei settimane dovrebbe evacuare con feci “OK” almeno 3 volte nelle 24 ore. Le feci per essere “OK” dovranno essere perlomeno della dimensione del cerchio che si fa tra indice e pollice quando si fa con la mano il gesto di OK.
    Verifica che i capezzoli non ti facciano male, in caso di dolore prova a guardare il video sull’attacco corretto, a volte bastano pochi semplici accorgimenti per rendere la poppata indolore e quindi più efficace (se non risolvi puoi contattare una Consulente); dovresti notare l’emissione di latte nel giro di un minuto (di solito molto prima) e il seno sensibilmente più morbido al termine della maggior parte delle poppate.
    Nel corso di una poppata efficace - solitamente all’inizio - il tuo bambino ha gli occhi aperti e procede inizialmente con rapide ciucciate che poi diventano lente (circa una al secondo) con qualche pausa in cui lo vedrai deglutire.
    Indicativamente la durata complessiva per la maggior parte delle poppate va dai 20 ai 40 minuti.
    Quello che dovresti notare è un appagamento temporaneo, il bambino che si addormenta pian piano verso la fine della poppata, finchè non riprende a poppare. Quando sta poppando appagato, le sue manine sembreranno abbandonate e la sua espressione serena per la maggior parte del tempo.

    Puoi approfondire ulteriormente questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.

  • Prima dell'arrivo del bambino, l'andamento delle tue giornate era prevedibile e controllabile.

    Da quando la famiglia si è arricchita di un nuovo componente, è cambiato tutto. Molto probabilmente, i ritmi del bambino sono molto diversi da come te li aspettavi. Forse non avevi previsto che ogni bambino è diverso e che ci sono bimbi sani e nati a termine che hanno bisogno di poppare ogni ora mentre altri bimbi crescono benissimo poppando ogni quattro ore. Inoltre, la frequenza delle poppate cambia da bambino a bambino e di giorno in giorno: la vita con un neonato è tutt'altro che prevedibile. Avere strumenti che aiutano ad affrontare le sfide poste dall'arrivo del neonato può rendere meno stressanti i primi giorni.

    Ecco alcune idee:

    • Se pensi che una routine preordinata possa servirti a dormire più a lungo, leggi le sezioni dedicate al sonno dei bambini, o acquista il nostro libro "Sogni d'oro", dove troverai anche altre fonti di informazione utili.

    • Se amici o parenti in buona fede ti fanno pressioni per imporre al bambino una serie di regole, valuta se effettivamente questo vada incontro alle sue necessità o risponda alle aspettative degli adulti.

    • Oltre agli amici e ai parenti, potresti imbatterti in metodi educativi che impongono regole molto precise ai bambini al di sotto dell'anno. Come vedrai più avanti, limitare l'accesso al seno in termini di durata e frequenza delle poppate può essere pericoloso per il neonato.

    Molte mamme non sanno che il latte materno viene digerito molto rapidamente. Invece di guardare l'orologio, la mamma dovrebbe osservare il suo bambino per capire se ha fame, cercando segni quali il riflesso di ricerca (o di "rooting"), se si morde o si succhia le manine o le dita oppure piange. Inoltre è bene sapere che il pianto è un segno TARDIVO di fame.

    Un bambino sano, nato a termine, di solito ha bisogno di poppare ogni 2-3 ore, ossia 8-12 volte nell’arco delle 24 ore. Non bisognerebbe lasciare che un neonato superi l'intervallo delle 3 ore, per due ragioni:

    1) per assicurarsi che il bambino mangi abbastanza e non rischi di disidratarsi

    2) perché il seno sia stimolato a produrre latte a sufficienza.

    Nelle prime settimane i bambini hanno bisogno di poppare dalle 10 alle 12 volte al giorno: le poppate si diraderanno gradualmente man mano che crescono e aumenta la capacità del loro stomaco, anche se ci saranno sempre dei periodi in cui la frequenza potrà nuovamente aumentare. Imponendo a un bambino di meno di sei settimane degli orari che gli impediscano forzatamente di nutrirsi al seno almeno ogni 2-3 ore (o persino più spesso durante gli "scatti di crescita") si può correre il rischio di limitare il suo accrescimento di peso. Recenti ricerche hanno dimostrato che limitando la durata delle poppate e riducendone la frequenza non solo si corre il rischio di ridurre la produzione di latte, ma anche di limitarne il contenuto di grassi. L'allattamento a richiesta è quindi il metodo migliore per garantire che la crescita del tuo bambino.

    Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.

  • Ognibambino è diverso!Alcuni sembra abbiano bisogno di poppare in continuazione, mentre altri lasciano passare più tempo tra una poppata e l'altra. Le mamme possono tranquillamente seguire i ritmi dei loro bambini, facendo solo attenzione che mangino a sufficienza. I bambini allattati, infatti, si autoregolano: prendono quello di cui hanno bisogno, non solo a ciascuna poppata, ma anche da ciascun seno. Inoltre, molti problemi legati all'allattamento - inclusi quelli legati a "carenza di latte" oppure a "eccesso di latte" - si risolvono proprio aumentando la frequenza delle poppate. Pertanto, se il tuo bambino mangia almeno 8-12 volte nell'arco delle 24 ore, puoi lasciar decidere a lui quando farlo. per essere certa che mangi abbastanza.
    Se però, nelle prime settimane, il bambino non mangia con questa frequenza, probabilmente dovrai svegliarlo!

    Molte madri si preoccupano quando i loro piccoli non "tengono l'intervallo" delle due ore e vogliono poppare ancora più spesso, cosa che invece accade di frequente. I bambini che poppano spesso (sempre che siano attaccati correttamente al seno) assumono latte a sufficienza, proprio perché stimolano la produzione del latte materno. Alcune ricerche recenti hanno dimostrato che riducendo il tempo della poppata e aumentando l'intervallo tra una poppata e l'altra, si può ridurre non solo la quantità di latte materno, ma anche il suo contenuto di grassi - ed ecco che il bambino piange, affamato... Alcuni bambini amano ciucciare e dormicchiare in continuazione. Altri mangiano in quantità, restando attaccati a lungo a ciascun seno. Tieni presente che non c'è niente di sbagliato nel seguire il ritmo richiesto dal bambino, perché l'allattamento materno è una relazione a due vie, che richiede alla madre di rispondere non solo alle richieste del bambino, ma anche ai segnali inviati dal suo stesso corpo. Sarà proprio questa capacità di risposta che aiuterà il tuo bambino a formare con te uno stretto legame d'amore.

    Se sei seriamente preoccupata circa la frequenza dell'allattamento, puoi richiedere l'assistenza di una Consulente de La Leche League oppure di un medico con una specifica preparazione nel campo dell'allattamento.

    L'AAP (l'Accademia Americana dei medici Pediatri) ha ufficialmente dichiarato che i bambini sani, nati a termine, dovrebbero poppare 8-12 volte nell'arco delle 24 ore; in altre parole, un pasto ogni 2-3 ore. Dal momento che il latte umano viene digerito molto facilmente, si raccomanda spesso alle mamme di osservare il neonato alla ricerca di "segnali di fame", come il riflesso di "rooting" (cioè di girare la testa nella direzione di uno stimolo tattile posto sulla faccia), morsicarsi o succhiarsi le mani o le dita, piangere. E si raccomanda inoltre caldamente alle neo-mamme di non lasciare che il bambino superi l'intervallo delle 3 ore, per due ragioni:

    1) perché il seno sia stimolato a produrre latte a sufficienza, e

    2) per assicurarsi che il bambino mangi abbastanza prevenendo così la disidratazione.

    Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League consultando le pubblicazioni de La Leche League.

     

  • A tutte noi hanno insegnato che il bambino va allattato quando piange.

    Questo criterio non è comprovato né dall’esperienza o tradizione, né da evidenze scientifiche.

    Tutti i primati ed i mammiferi evoluti allattano i loro cuccioli al primo segnale di bisogno, ed i loro cuccioli piangono molto raramente.

    Il pianto è un segnale TARDIVO di fame, e il bambino che viene allattato solo quando ha raggiunto lo stadio del pianto è ormai stressato, spaventato, spesso i suoi movimenti sono scoordinati e non è in condizione di poppare bene.

    È importante che una mamma sappia che solitamente i segnali della fame sono 4.

    Il primo corrisponde a uno schiocco della lingua sul palato, o a un movimento del succhiare prodotto con le labbra. È il primo segnale di un blando appetito.

    Il secondo segnale si presenta quando il bambino inizia a cercare il seno girando la testa di qua e di là.

    Il terzo segnale si evidenzia quando il bambino inizia a succhiarsi il dito o la mano, o il polso. Corrisponde più o meno al momento in cui i figli più grandi iniziano a girare nervosamente per la cucina chiedendo " È pronto? E cosa si mangia?"

    Il quarto - e ultimo - segnale della fame si ha quando il bambino inizia a piangere. A questo punto è spaventato, e molto affamato. Potrà attaccarsi al seno in modo scorretto perché troppo agitato: e allattando un bambino soltanto quando piange sarà più difficile eventualmente correggere un attacco impostato male o una posizione inefficace della lingua. Per di più è stanco, per cui incomincerà a poppare, si sazierà del primo latte che scende e -stremato - facilmente si addormenterà senza aver mangiato il giusto quantitativo per la sua fame.

    Fra il primo e il quarto segnale della fame possono passare anche 20 minuti-mezz’ora.

    Se invece di intervenire al primo segnale la mamma attacca il bambino al quarto, per tutte le poppate e tutti i giorni nell’arco di una settimana, il bambino sarà stato allattato un considerevole numero di volte in meno rispetto al suo reale fabbisogno, crescendo meno del suo potenziale; consentendo invece quelle poche volte al giorno in più al neonato di poppare, crescerà meglio e sarà più sereno.

    Per ulteriori informazioni leggi anche Ogni quanto devo allattare il mio bambino?

    Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.

  • Inizialmente il corpo materno non sa di quanto latte avrà bisogno il bambino (quel bambino!) e pertanto, nelle prime settimane di vita, allattandolo frequentemente, almeno tra 8 e 12 volte nell’arco delle 24 ore, la produzione si stabilizzerà sui suoi effettivi bisogni. Ciò avviene secondo il principio della domanda e dell’offerta stimolando un’abbondante produzione di latte.

    Successivamente, dopo il primo mese, la produzione di latte è maggiormente influenzata dal maggior drenaggio del seno che dalla frequenza delle poppate; infatti se il seno è pieno più la velocità di produzione rallenta e al contrario più il seno viene svuotato maggiore è la velocità di produzione del latte.
    Un altro fattore di cui tener conto nella gestione dell’allattamento è la capacità che ha il seno di immagazzinare latte tra le poppate.
    È un fattore che cambia da mamma a mamma, da seno a seno, a volte anche tra un seno e l’altro della stessa madre; di conseguenza può essere molto vario. La cosa importante da sapere è che questa capacità non dipende dalle dimensioni del seno, anche se la taglia è uno dei fattori coinvolti nell’immagazzinamento.
    In pratica una madre con un seno grande che abbia una capacità d’immagazzinamento grande, potrebbe poter attendere più a lungo tra una poppata e l’altra prima di allattare o svuotare il seno. Una madre con un seno di dimensioni inferiori potrebbe avere una capacità d’immagazzinamento minore e quindi avrà bisogno di allattare più spesso per svuotare e calibrare la produzione. In questo modo potrà anche ridurre la sensazione di tensione dovuta al frequente riempimento del seno per non incorrere in un rallentamento della produzione.

    La capacità di immagazzinamento non ha nulla a che vedere con la produzione di latte: seni piccoli sono in grado di produrre latte allo stesso modo dei seni grandi ma a volte portano a gestioni diverse dell'allattamento.

    Puoi approfondire tutti gli aspetti dell’anatomia del seno al lavoro in questo articolo Anatomia di un seno al lavoro.

    Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.